Detrazione Affitto
Esistono delle procedure per effettuare una Detrazione Affitto, quando la casa in questione è l’abitazione principale.
Innanzitutto l’immobile deve essere preso in affitto mediante contratto di locazione opportunamente registrato; dopo ciò deve avere un contratto di affitto intestato ad un lavoratore dipendente che non può avere altre fonti di reddito.

Quando si effettua una detrazione su un immobile affittato, bisogna indicare il numero di mesi in cui questo è stato un’abitazione principale.
Per usufruire della detrazione il contratto di affitto può essere a canone libero, concordato, convenzionali o transitori.
Per canone libero si intende quel contratto che ha una durata minima di 4 anni e che può essere rinnovato di altri 4 automaticamente.
L’importo massimo detraibile è di 300 euro ed il minimo di 150; subisce l’oscillazione in base al reddito dell’affittuario.
La detrazione viene concessa ai contratti di affitto concordati in base a degli accordi effettuati tra le associazioni dei proprietari e le associazioni degli inquilini; la cifra detraibile oscilla da 247,90 a 495,80 euro.
Se gli inquilini hanno un’età tra i 20 ed i 30 anni e l’immobile è l’abitazione principale, la detrazione è di 991,60 euro per tre anni. Per usufruire di queste detrazioni, il reddito personale non deve essere superiore a 15493,71 euro annuali e la casa non deve essere l’abitazione principale di genitori.
Anche l’affitto di un immobile per causa trasferimento, può essere portato in detrazione. I lavoratori che sono costretti a trasferirsi per lavoro possono prendere in affitto una casa nel nuovo comune dove andranno a lavorare od eventualmente nelle vicinanze. Per usufruire delle agevolazioni, la casa deve essere presa in affitto ad almeno 100 chilometri dalla casa di proprietà o in affitto oppure si deve trovare in un’altra regione. La cifra che si può detrarre va da 495,80 a 991,60 ed oscilla in base al reddito.
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